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Pratiche

Estratto plurilingue: il certificato che vale all'estero senza traduzione

5 minuti di lettura · aggiornata il 16 agosto 2026

C'è un certificato che quasi nessuno conosce e che fa risparmiare una traduzione giurata: l'estratto plurilingue. È un estratto di nascita, di matrimonio o di morte rilasciato su un modulo standard internazionale, previsto dalla Convenzione di Vienna del 1976, e vale negli Stati aderenti senza traduzione e senza legalizzazione.

Se hai una pratica in Francia, in Germania, in Svizzera o in un altro Paese aderente — una pensione estera, un matrimonio, una successione — è quasi sempre il documento giusto da chiedere. E costa come un estratto normale.

Quando serve, in pratica

I casi tipici che vedo passare più spesso:

  • Pensioni estere: la cassa francese, tedesca o svizzera chiede un atto di nascita "recente" — l'estratto plurilingue chiude la questione senza traduttore.
  • Matrimonio all'estero o trascrizione in Italia di un atto straniero.
  • Successioni con eredi o beni in più Paesi.
  • Domande di cittadinanza e ricongiungimenti.

Dove si richiede e cosa dire allo sportello

Si richiede al Comune dove l'atto è registrato — di nascita, di matrimonio o di morte. Molti Comuni lo rilasciano anche online o via PEC. La formula da usare è precisa: chiedi un «estratto per riassunto dell'atto su modello plurilingue, ai sensi della Convenzione di Vienna dell'8 settembre 1976». Detta così, l'ufficiale di stato civile sa esattamente cosa stampare.

Attenzione a un dettaglio: l'estratto plurilingue non è il certificato in carta semplice e non è la copia integrale dell'atto. Se l'ente estero chiede la copia integrale — succede in alcune successioni — quella è un'altra richiesta, e per l'estero potrebbe servire l'apostille.

I limiti da conoscere

Vale solo negli Stati aderenti alla Convenzione — la gran parte d'Europa, ma non tutti i Paesi del mondo. Copre solo nascita, matrimonio e morte: per altri certificati (residenza, stato di famiglia) le regole sono diverse. E alcuni enti esteri, per prassi interna, chiedono comunque documenti aggiuntivi: quando la richiesta arriva scritta, conviene leggerla alla lettera prima di muoversi.

Se preferisci non occupartene tu

Individuo l'atto giusto — Comune, anno, numero — anche quando la famiglia non lo ricorda; preparo la richiesta e la corrispondenza con l'ufficio; verifico che quello che arriva sia davvero il modulo plurilingue e non un certificato semplice; e preparo il fascicolo completo per l'ente estero, nella sua lingua. La richiesta formale, dove serve la firma dell'interessato, resta tua: te la preparo pronta da firmare.

Domande frequenti

Quanto costa?

Di norma quanto un estratto ordinario: in molti Comuni è gratuito o si paga solo il diritto fisso di pochi euro. Nessuna marca da bollo per gli usi esenti, come le pratiche pensionistiche.

Ha una scadenza?

In Italia i certificati di stato civile valgono sei mesi, ma gli enti esteri applicano le loro regole: molte casse pensioni chiedono un documento emesso da meno di tre mesi. Conviene richiederlo quando il resto della pratica è pronto.

Il Regno Unito lo accetta?

Il Regno Unito non aderisce alla Convenzione di Vienna: per documenti diretti lì servono di norma la traduzione e, a seconda dei casi, l'apostille. È uno dei casi in cui te lo dico prima, così non paghi due volte.