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Estratto plurilingue: il certificato pensato per l’estero

5 minuti di lettura · aggiornata il 3 ottobre 2026

L’estratto plurilingue è un estratto di nascita, di matrimonio o di morte rilasciato su un modulo standard internazionale, previsto dalla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976. Negli Stati che hanno aderito alla Convenzione è accettato senza traduzione e senza legalizzazione.

Se hai una pratica in un Paese aderente, può essere il documento giusto da chiedere. Prima di richiederlo conviene sempre verificare che l’ente di destinazione lo accetti.

Quando può servire

Alcuni esempi di pratiche in cui un ente estero può chiederlo:

  • Pratiche pensionistiche con enti esteri che chiedono un atto di nascita.
  • Matrimonio all’estero o trascrizione in Italia di un atto straniero.
  • Successioni con eredi o beni in più Paesi.
  • Domande di cittadinanza e ricongiungimenti.

Dove si richiede

Si richiede al Comune dove l’atto è registrato. Molti Comuni offrono la richiesta anche online o via PEC; le modalità variano da Comune a Comune. La formula da usare è precisa: «estratto per riassunto dell’atto su modello plurilingue, ai sensi della Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976».

Attenzione: l’estratto plurilingue non è il certificato in carta semplice e non è la copia integrale dell’atto. Se l’ente estero chiede la copia integrale, è un’altra richiesta, e per l’estero può servire l’apostille.

I limiti da conoscere

Vale negli Stati aderenti alla Convenzione, non in tutti i Paesi del mondo. Copre gli atti di stato civile previsti dal modulo: per altri certificati, come residenza e stato di famiglia, le regole sono diverse. Alcuni enti esteri chiedono comunque documenti aggiuntivi: quando la richiesta arriva per iscritto, conviene leggerla alla lettera prima di muoversi.

Se preferisci non occupartene tu

Posso individuare l’atto giusto (Comune, anno, numero) anche quando la famiglia non lo ricorda, preparare la richiesta e la corrispondenza con l’ufficio, controllare che ciò che arriva sia il modulo plurilingue e non un certificato semplice, e preparare il fascicolo per l’ente estero. La richiesta formale, dove serve la firma dell’interessato, resta tua: te la preparo pronta da firmare.

Domande frequenti

Quanto costa?

Dipende dal Comune e dall’uso del documento: in alcuni casi è gratuito o prevede un diritto di segreteria, in altri anche un bollo. Il Comune te lo indica al momento della richiesta.

Ha una scadenza?

La validità dipende dal documento e soprattutto da chi lo riceve: alcuni enti esteri chiedono un documento emesso di recente. Conviene leggere la richiesta dell’ente e ordinarlo quando il resto della pratica è pronto.

Il Regno Unito lo accetta?

Il Regno Unito non è fra gli Stati aderenti alla Convenzione di Vienna del 1976: per documenti destinati lì servono di norma la traduzione e, a seconda dei casi, l’apostille. Verifica sul sito dell’ente di destinazione.